Mauro ha 25 anni e si è trasferito qui un paio di mesi fa, lavora e inizia ad ambientarsi per la city...noi contribuiamo facendogli conoscere Torino by Night!
Il link del suo blog è http://www.lenebbiedeltempo.splinder.com/ magari lasciate un commentino anche a lui che fa sempre piacere!

"Cara casalinga, cosa metti nel carrello?"
Domanda impegnativa da farsi oggigiorno. Con l'arrivo dell' €uro i prezzi sono "magicamente" lievitati. Tutti istintivamente hanno colpevolizzato la moneta di per se e i tassi di cambio. Purtroppo, come sappiamo, il problema sta nei rincari che vengono effettuati nei diversi passaggi della catena, dal produttore al consumatore finale. Il fruttivendolo sotto casa, il panettiere, le gastronomie sono destinati a sparire? Beh, non ne possiamo essere sicuri, sta di fatto che col tempo diminuiranno drasticamente. La concorrenza con gli ipermercati, supermercati è estremamente forte e intensa. Gli ipermercati adottano politiche di prezzi molto vantaggiose per il cliente, il quale spesso rinuncia ai prodotti sotto casa ed è disposto spostarsi verso zone periferiche (dove in genere risiedono gli ipermercati). Gli ipermercati hanno il vantaggio di acquistare lotti in grandi quantità potendo abbassare così i prezzi unitari e ammortizzando i costi variabili. Un fenomeno molto curioso è la nuova "lotta spietata" tra i diversi ipermercati. In particolare, qui a Torino, possiamo osservare un'area in cui è presente questo fenomeno, la zona di via Livorno. Nel raggio di 400/500 metri si trovano schierati Ipercoop, Gigante e Bennet. Una zona semi industriale e periferica riconvertita in un vero e proprio polo di attrazione. Ma parliamo di prezzi. I prezzi sono pressocché omogenei, forse si riscontra una lieve convenienza nei prodotti dell' Ipercoop. I prezzi, però, sono decisamente più bassi rispetto quelli che si possono trovare nei mercati rionali o nei "negozio sotto casa". Per portare un esempio, un chilogrammo di mele all'Ipercoop può variare da 1,20€ a 2,30€, nel

mercato di corso Palestro, possiamo trovare le stesse mele ad un prezzo che può raggiungere anche i 3,00€. Lo stesso discorso vale anche per la verdura: cavolfiori "ipercoppiani" 1,70€ al chilo, cavolfiori "rionali" 2,50€ al chilo. Sulla qualità, freschezza dei prodotti i mercati rionali ne fanno da padroni, ma quanti preferiscono la freschezza (che in alcuni casi varia davvero poco) ad un prezzo inferiore? La tendenza a scegliere di comprare all'ipermercato rispetto al mercato rionale (o piccoli negozi) nasce da diversi fattori: il tempo scarseggia perciò si preferisce andare a fare la "grande spesa" un paio di volte al mese piuttostosto che più volte a settimana; l'ipermercato offre la possibilità di trovare qualsiasi tipo di prodotto all'interno dello stesso edificio; offre, in alcuni casi, intrattenimento, svago (come ad esempio cinema, sale giochi); i prezzi sono decisamente inferiori e si può trarre vantaggio da offerte promozionali, sconti (dati da tessere soci).
In chiusura, possiamo dire che per ora la battaglia alla concorrenza è stata vinta dagli ipermercati, più estesi, ben forniti e più agguerriti, ma la guerra non è ancora terminata, sarà il tempo e l'evolversi dei costumi a stabilire il vincitore.
Silvia A.
Quest'anno a Torino si è svolta la 23esima Winter Universiade, l'evento sportivo internazionale più importante dopo le Olmpiadi.
Personalmente prima di fare ricerche non sapevo che le Universiadi nascono nel 1959 grazie a Primo Nebiolo proprio nella nostra città, che per la prima volta stanzia i fondi e mette a disposizione le strutture per l'evento. E tutt'ora Torino è la città che ha in assoluto ospitato più volte questo evento: nel 1959 la prima edizione estiva, nel 1966 quelle invernali, nel 1970 nuovamente quelle estive, e infine nel 2007.
E' interessante sapere che il nome "Universiade" racchiude i tre significati di sport, università e universalità. Parlando di quelle invernali, vi sono 7 sport obbligatori: sci alpino e sci di fondo, biathlon, short track, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, hockey su ghiaccio e curling); inoltre il paese ospite sceglie 1 o 2 sport facoltativi.
Gli eventi organizzati quest’anno riguardano il campo sportivo così come quello culturale, come ad esempio l’iniziativa di distribuire gratuitamente 70 abbonamenti annuali ai musei al giorno a tutti gli universitari che si fossero presentati in Casa Universiadi (Palazzetto Aldo Moro) muniti di libretto; anche la sfera “svago e divertimento” è stata toccata, con manifestazioni quali la Notte Bianca prima a Bardonecchia e poi a Torino, stands in piazza Vittorio, concerti serali gratuiti con artisti d’eccezione (per tutti i gusti musicali); e naturalmente non è trascurabile l’aspetto turistico che la città ha assunto in questi 10 giorni, aspetto trascurato dalle scorse Olimpiadi e di cui io cittadina ho sentito la mancanza.
Silvia R.
I Toret
Chi si reca a Torino per la prima volta, viene piacevolmente sorpreso dalle originali fontanelle pubbliche che risiedono in numerose parti, anche impensabili, della città.
I Toret (ossia "torelli" in dialetto piemontese), così definiti per la loro forma caratteristica, sono uno dei simboli più importanti della città di Torino. Sono "monumenti in miniatura" di circa 150 chilogrammi per un metro
di altezza, resi particolari da una testa di toro dalla cui bocca sgorga acqua potabile. I primi Toret risalgono ai primi anni del XX secolo quando iniziarono a sostituire le fontane preesistenti di uguale forma in pietra. Queste nuove fontane vennero costruite in ghisa, materiale più resistente agli agenti atmosferici e che dona quel colore verde che le rende uniche. Oggi se ne contano all'incirca 700 sparse per tutta la città. Inoltre, una delle ultime fontane in pietra che hanno dato vita all'attuale Toret, la si può trovare sotto i portici di Porta Palazzo, in direzione di Via Milano.
Oltre ad avere un ruolo funzionale, dissetare cittadini, turisti ed animali, il Toret ha il compito di tener salda la cultura torinese e ricordare il simbolo araldico della città. Una vecchia leggenda è legata al Toret di piazza Rivoli. Essa narra che in questa fontana arrivi acqua direttamente dai mille metri del Pian della Mussa, in Valle di Lanzo e molti torinesi andavano a procurarsi scorte di questa acqua deliziosa.
Insomma, ieri, oggi, domani, vero simbolo della cultura torinese.
Silvia A.
La nostra città ha un'origine prettamente militare, infatti la sua fondazione risale alla creazione di un castrum (campo militare appunto) costruito durante le guerre galliche di Giulio Cesare. Ma soltanto nel 29 a.C. fu eretta a colonia con il nome di Augusta Julia Taurinorum. Taurinorum perchè secondo la leggenda l'accampamento sorse dove in precedenza sorgeva Taurasia, mitica capitale dei Tauri, incendiata da Annibale nella lunga marcia di avvicinamento a Roma.
Ora facendo un salto storico non indifferente arriviamo al 940 d.C. quando fu fondata la prima casata di Torino, che fino a quel momento era controllata dalla dinastia arduinica, la quale attraverso il matrimonio tra la sua ultima discendente e il figlio del fondatore della casa Savoia portò la città sotto l'influenza della dinastia savoiarda.
Comunque soltanto nel 1500 la città divenne capitale del ducato di Savoia, e venne dotata da loro dotata di mura moderne e di una cittadella pentagonale (che c'è ancora oggi!).
Nel 1720 i duchi di Savoia ottennero il titolo di re, prima di Sicilia e poi di Sardegna, e Torino divenne la capitale del loro regno, che come tutti quelli che hanno frequentato la 5° elementare sanno, nel 1861 divenne Regno d'Italia, e Torino fino al 1865 Torino fu la capitale del nuovo stato. Perchè non rimase tale? Perchè era troppo decentrata rispetto alla morfologia della penisola, quindi bye-bye gloria.
Solamente nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, la città torna a far parlare di sè: da Torino ebbe inizio una ondata di scioperi nella grande industria che coinvolse quasi tutto il nord Italia e segnò la ripresa del movimento antifascista.
Una cosa secondo me molto interessante, è sapere con quali città del mondo siamo gemellati...Ecco qui la lista! Ce n'è per tutti i gusti!
Da buona ricercatrice citerò inoltre la fonte di tutto questo sapere, ovvero Wikipedia.it, enciclopedia on-line gratuita molto ricca e affidabile. Inoltre ringrazio Silvia A. per il contributo! 
Alla prossima
Silvia R.